Il territorio offre validi reperti che
testimoniano l'alternarsi di numerose civiltà. Le tracce più antiche
(bronzo antico, 1500 a.C.) furono rinvenute nelle grotte dì Genna
Luas e S' Oreri. Alla civiltà nuragica appartengono invece le tombe
dei giganti di Perdas Al bas, i recinti di Sa Corti de Su Estiu, i
nuraghi di Su Barbaraxinu, S' Oreri, Capo Pecora, Narucci, Conca
Muscioni.
La presenza fenicia è documentata dal tempio
punico di Antas e dai reparti della grotta di Su Mannau; quella
romana soprattutto dal tempio romano di Antas, ma anche con resti.di
strade, ville, pani di piombo, scavi minerari e un' infinità di
monete.
Carente di notizie, come nel resto
dell'Isola, è invece il periodo compreso tra il 600 e il 1000.
Attorno al 1100 si ebbe invece un risveglio dell' attività
mineraria, specialmente nelle .zone di Malacalzetta e Arenas.
La prima notizia storica dell' esistenza del
Paese, chiamato allora Flumenmajor, risale al 1272 (Codex
Diplomaticus Sardiniae), esistenza confermata da altri documenti del
1336 (Archivio di Aragona), e del 1421 (concessione di feudo da
parte del Re Alfonso al Visconte Gessa).
Il Paese, che sì trovava allora alla foce del
Riu Mannu, fu distrutto attorno al 1650 da un'incursione barbaresca.
Lo Strafarello scrive che nel 1665 si vedevano ancora i resti delle
case e l'Aleo, nel 1684, lo inserisce in un elenco di paesi
abbandonati del Sulcis Iglesiente.
Il 22 Aprile 1704 il Paese fu ricostruito,
più lontano dal mare, dalle famiglie Maccioni, Pinna, Serpi,
provenienti da Terralba. Lo sviluppo fu rapido, favorito dalla
verginità del suolo, che dava ottimi raccolti, e dalla ricchezza di
foreste, che consentiva la produzione dì grandi quantità di legna e
di carbone. Nel 1860 si ebbe un ulteriore impulso con l'inizio dell'
estrazione mineraria. Nei primi anni del 1900, Flumini e Buggerru,
con la presenza di sindacalisti famosi come Cavallera e Battelli,
entrarono nel vivo delle rivendicazioni operaie, con vicende anche
cruente, che culminarono con i fatti dì Buggerru del Settembre 1904.
Nel 1914 lo stesso Battelli divenne Sindaco di Fluminimaggiore.
La crisi mineraria degli ultimi decenni ha colpito duramente il
Paese che ha pagato con un aumento vertiginoso della disoccupazione
e dell' emigrazione.