Consulta dell’Acqua

3 Aprile 2021

Documento della consulta dell’acqua e commento del Sindaco

Verbale Consulta dell’Acqua numero 3 del 02/03/2021

Relazione sullo stato di gestione del SII di Fluminimaggiore – Anno 2020

L’anno 2021 il giorno 02 del mese di Marzo ore 18:30 presso il Municipio Comunale, giusto avviso di convocazione WhatsApp del 22/02/2021, si è riunita la Consulta dell’Acqua composta dai sotto elencati componenti.

MAURIZIO PIRAS

P

ENRICO MICELI

P

MASSIMO LISCIA

P

OMAR SANNA

P

MAURO ZANDA

P

TIZIANA MASALA

P

PAOLO PILI

A

PAOLO SANNA

A

FEDERICO PIRAS

A

ROSSELLA CONGIA

A

Totale presenti: 6

Totale assenti: 4

 

Risultando il numero dei partecipanti con diritto di voto, conforme all’art.7 del Regolamento, il presidente Maurizio Piras con l’assistenza della segretaria Tiziana Masala, avvia i lavori.

Ordine del giorno:

–  Relazione sintetica sullo stato di gestione del Sistema Idrico Integrato nel Comune di Fluminimaggiore

–  Varie ed eventuali

la Consunta dell’Acqua è un organo consultivo e propositivo promosso dall’attuale Amministrazione Comunale.

la costituzione risale al 25/02/2020, dopo approvazione del regolamento da parte del Consiglio Comunale del 17/02/20.

Fra le finalità previste nell’art. 2 del regolamento, l’analisi del processo di gestione del Sistema Idrico Integrato del Comune di Fluminimaggiore riveste fondamentale importanza, risultando propedeutico alle restanti attività in capo alla Consulta.

la Consulta dell’Acqua esprime pareri preventivi migliorativi non vincolanti in ordine agli atti deliberativi dell’Amministrazione Comunale relativi al Sistema Idrico Integrato.

La Consulta dell’Acqua promuove l’impiego di nuove tecnologie anche sperimentali, nonché progetti, ricerche, incontri, dibattiti inerenti il Sistema Idrico Integrato.

 

 

Premessa:

Fluminimaggiore per la sua posizione geografica gode di un rilevante quantitativo d’acqua per caduta naturale, le portate d’acqua garantiscono la fornitura costante alla popolazione nell’intero periodo dell’anno, normalmente anche nei periodi siccitosi.

Questo ha consentito nel tempo una gestione semplificata della risorsa idrica, non necessitando appunto di grandi infrastrutture per l’accumulo come le dighe, sistemi complessi di trasporto e distribuzione mediante pompaggio, non gestibili di norma nel contesto delle piccole comunità.

L’abbondanza della risorsa a basso costo, la gestione semplificata della rete, la mancata imputazione dei costi reali di gestione operativa sul Sistema Idrico, ha fatto percepire alla collettività un costo del servizio Idrico molto più basso del reale.

L’imputazione dei costi reali di gestione, sommati ai costi addizionali per la salvaguardia delle infrastrutture del sistema idrico, avrebbe messo in evidenza la

diseconomia di gestione tipica delle piccole realtà, i numeri esigui in termini di forniture non consentono una adeguata economia di scala, rendendo di fatto non economica la gestione, con conseguente ripercussioni sul costo finale del bene.

In assenza dei dati effettivi di gestione, non è possibile simulare il reale costo dell’acqua erogata.

Inoltrandoci oltre la gestione del Comune di Fluminimaggiore, fatta spesso di proprie regole, esiste un quadro regolatorio generale adottato dal legislatore Europeo e Nazionale rivolto alla generalità dei territori, scaturito spesso dalla limitata disponibilità della risorsa Idrica, che prevede una miriade di vincoli finalizzati alla gestione, a cui tutti i gestori delle risorse idriche devono sottostare, che non si limitano al solo approvvigionamento dell’acqua, ma anche alle restanti attività, come la potabilizzazione, distribuzione, analisi della qualità, misura, depurazione, fatturazione e riscossione del fatturato, ecc., nonché la salvaguardia del corpo idrico.

La gestione dell’acqua, a livello internazionale, oltre a dover salvaguardare il diritto inalienabile di tutti ad accedere all’acqua come risorsa vitale, non può prescindere dalla contestuale gestione economia come merce di grande valore, a copertura economica dei costi delle attività citate.

Dopo questa breve premessa, facciamo rapide analisi sullo stato di gestione del Sistema Idrico di Fluminimaggiore, segnalando alcune criticità riscontrate.

 

1) Analisi del Sistema Idrico:

Come accennato in premessa, l’analisi del processo di gestione del Sistema Idrico Integrato, è propedeutica a qualsiasi altra attività; non è possibile dare pareri, valutazioni o muovere critiche se non si ha conoscenza approfondita della materia, purtroppo a questo proposito dobbiamo evidenziare come i dati richiesti dalla Consulta siano pervenuti solo in parte e dopo circa 8 mesi di ritardo.

 

2) Riconoscimento dello stato di gestore:

Andando per ordine di priorità, e doveroso ricordare che diverse Amministrazioni Comunali di Fluminimaggiore, hanno difeso con convinzione la possibilità di mantenere la gestione in proprio della risorsa idrica, pur tuttavia, oltre le dichiarazioni di intento, non si evidenzia una concreta volontà di adempiere alle richieste di legge per il riconoscimento dello stato di gestore.

La Legge Regionale n. 25 del 2017 ribadendo in sostanza il diritto per i comuni con determinati requisiti, fra cui Fluminimaggiore, di continuare a gestire in proprio la risorsa idrica, non poteva modificare i dettami delle leggi di stato in termini di regolamentazione delle gestioni dei sistemi idrici, in particolare la Legge 152/2006 che prescrive i requisiti che i gestori devono avere per il riconoscimento della gestione autonoma del sistema idrico.

In ottemperanza della citata Legge 152/2006 per il riconoscimento ufficiale della gestione autonoma, l’Ente di governo dell’ambito della Sardegna (EGAS) ha chiesto documentazione specifica al Comune di Fluminimaggiore, in particolare ha chiesto in data 23 Gennaio 2020 documentazione integrativa inerente titoli autorizzativi, consistenza della rete, analisi chimiche ecc.

Purtroppo a distanza di un anno la documentazione non è stata ancora trasmessa, col rischio concreto che non ci venga riconosciuto lo stato ufficiale di gestore come invece avvenuto per i comuni di Domusnovas, Siligo e Sinnai; l’inadempienza incomprensibile della nostra Amministrazione Comunale di fronte alle richieste dell’EGAS, pone le premesse per il passaggio obbligato al Gestore Unico.

 

3) Attuale gestione del Sistema Idrico:

La gestione dell’attuale Sistema Idrico è in capo all’Ufficio Tecnico Comunale, non risulta la presenza di un gestore formalmente incaricato della gestione della risorsa idrica a cui chiedere dati e informazioni, le precedenti richieste di informazioni e dati recapitate all’Ufficio Tecnico sono rimaste senza risposta.

Si riepiloga una sintesi delle informazioni ricevute e riscontrate in merito al Sistema Idrico di Fluminimaggiore:

 

4) Adduzione dell’acqua

Risultano in essere 3 punti di adduzione, Pubusinu, Su Mannau e Portixeddu. La presa di Pubusinu è priva di concessione,

La presa di Su Mannau “sarebbe regolare”, ma non vengono pagati i canoni annuali dal 2013

La presa di Portixeddu, “sarebbe regolare”, ma non vengono pagati i canoni annuali dal 2017-18

Non è stato quantificato il costo complessivo per sanare le inadempienze del Comune in termini di canoni di concessione.

 

5) Rete Idrica

La rete idrica si sviluppa dai punti di adduzione, fino ai depositi di accumulo, e dai depositi ai clienti finali, alcuni rioni del paese risultano alimentati direttamente in derivazione dalla condotta principale a monte del deposito.

Il bilancio della rete, quale rapporto fra l’acqua fornita ai clienti finali e quella erogata dai depositi di accumulo, non è noto, non risultano installati misuratori atti al monitoraggio dei flussi, non si conosce lo stato di efficienza del parco contatori installati presso i clienti finali per assenza di campagne di monitoraggio e verifica relative al buon funzionamento dei contatori.

Le reti non risultano classificate per importanza strategica, almeno non ci è stato reso noto.

Non si ha informazione dei costi a consuntivo di gestione delle reti, manca anche la pianificazione pluriennale degli impegni finanziari per investimenti e manutenzioni.

 

6) Qualità del Servizio

Con Delibera del Consiglio Comunale n. 62 del 16/04/2015, l’Amministrazione ha adottato la carta del Servizio Idrico Integrato.

Probabilmente il documento non è stato divulgato a sufficienza presso i clienti, l’auspicio è una rivisitazione con aggiornamento all’attuale quadro Normativo e una divulgazione capillare.

 

7) Qualità dell’acqua

Alcune caratteristiche dell’acqua sono note a tutti, come l’intorbidimento nei periodi delle piogge e la presenza talune volte di elementi chimici inquinanti. Avremmo voluto produrre e presentare un grafico di monitoraggio degli eventuali elementi chimici presenti, soprattutto quelli oltre i limiti previsti, ma purtroppo non abbiamo ricevuto i referti puntuali delle analisi chimiche che ci avrebbero consentito di evidenziare le eventuali non conformità nel tempo.

Per migliorare la qualità fisico-chimica dell’acqua è stato installato un nuovo potabilizzatore in prossimità della presa di adduzione di Pubusinu, non è noto il motivo per cui l’impianto non è in servizio, a questo proposito si richiede una relazione specifica da comunicare alla popolazione sui motivi della mancata messa in servizio delle apparecchiature di potabilizzazione, che impediscono di fatto la fornitura di acqua potabile con i parametri fisico-chimici previsti per legge.

Per porre rimedio alle criticità su esposte, è stato conferito un incarico ad uno Studio Tecnico professionale esterno; da una recente relazione dello Studio Tecnico esterno “emergerebbe” che il nuovo impianto di potabilizzazione di Pubusinu è sottodimensionato, valutazioni dedotte probabilmente considerando la portata massima della presa di adduzione di Pubusinu pari a circa 30 l/s, mentre l’impianto riuscirebbe a trattare solo 10,13 l/s. Non è chiaro perché lo Studio Tecnico esterno citi la portata massima della presa di Pubusinu e non il reale prelievo della rete che alimenta la comunità di Fluminimaggiore, tant’è che il nostro Ufficio tecnico comunica portate nettamente inferiori dell’ordine di 11,5 l/s.

La soluzione prospettata, per ovviare alle criticità su esposte, di installare un impianto di potabilizzazione in prossimità del deposito in paese, è sicuramente la soluzione migliore, in quanto consentirebbe di trattare solo l’acqua realmente prelevata dalla rete per le abitazioni, questa soluzione impiantistica era già stata ipotizzata dalla Consulta a inizio 2020 come soluzione più razionale rispetto a quella in essere.

 

8) Gestione finanziaria

Per valutare con una certa precisione la gestione finanziaria del nostro Sistema Idrico, servirebbero parecchie informazioni che non abbiamo ricevuto, fra cui i costi dettagliati per la gestione, costi di manutenzione, costi di investimento, pianificazione costi per interventi straordinari per manutenzioni e sviluppo, ammortamenti ecc..

Dai dati finanziari ricevuti, possiamo definire la gestione del sistema Idrico come una gestione in “default”, considerando che le spese complessive di gestione sommerebbero a circa 250.000 Euro e il fatturato per i servizi offerti per acqua, fognatura e depurazione, sommano a circa 130.000 Euro, di cui solo in parte incassati anche con anni di ritardo rispetto agli anni di competenza.

Si evidenzia inoltre la mancata fatturazione del servizio acqua, fognatura e depurazione per gli anni 2019 e 2020, inadempienza che crea ulteriore dissesto finanziario per le casse del Comune nella gestione dell’acqua.

Si auspica a partire dal 2021 una fatturazione con scadenze trimestrali al fine di poter dilazionare l’attuale canone annuale, ottenendo così flussi di cassa notevolmente più puntuali.

 

9) Conclusioni:

Come si evince dai dati di sintesi citati, la gestione del Sistema Idrico è ben lontana dall’essere sostenibile, si rilevano gravi inadempienze sul fronte della gestione impiantistica e commerciale, con conseguente dissesto del bilancio finanziario; l’attuale Amministrazione Comunale si era resa disponibile a promuovere e continuare la gestione in proprio del Sistema Idrico, ma di fatto non sta agendo in tal senso.

È indifferibile nominare un gestore del Sistema idrico che si possa occupare delle diverse attività del processo, considerando l’urgenza e la gravità della situazione si invita l’Amministrazione Comunale a non escludere anche una gestione esterna rispetto al perimetro dei dipendenti Comunali, opzione che aiuterebbe anche a separare la gestione del comparto dell’acqua dalle restanti attività dell’Ufficio Tecnico.

Confidiamo sul fatto che già la sola figura del gestore possa sanare la quasi totalità delle criticità emerse con l’attuale gestione.

 

Commento del Sindaco all’analisi della Consulta dell’acqua sulla situazione idrica.

 

Intanto vorrei ringraziare la Consulta dell’acqua che ha prodotto il documento di cui sopra e che volentieri e doverosamente pubblichiamo. Il lavoro della Consulta è per noi prezioso ed è di stimolo perché la nostra amministrazione possa porre fine (o quantomeno attenuare) allo stato difficile in cui si trova l’intero comparto idrico del paese. Gestire in proprio un bene prezioso come l’acqua per un piccolo comune come il nostro non è semplice. Occorrono mezzi, uomini e professionalità che non sempre sono disponibili nel ristretto ambito comunale.

 

Sappiamo per certo che i costi annui della gestione idrica e fognaria sono largamente superiori alle entrate e questo come si può immaginare (e come la stessa Consulta evidenzia) crea diseconomie gravi che, oltre a impedire l’impeccabilità del servizio, inibisce la possibilità di ogni nuovo investimento nelle infrastrutture. Siamo fuori da Abbanoa e questa scelta fatta in passato purtroppo penalizza noi e tutti i cosiddetti “comuni ribelli” che per questo motivo sono esclusi dai finanziamenti regionali per costruire depuratori e potabilizzatori, mettere in ordine la bucherellata rete idrica e fognaria, e razionalizzare con investimenti adeguati l’intero sistema di gestione.

 

L’alternativa ad Abbanoa, per quanto più contorta, è quella del riconoscimento da parte di Egas (Ente di governo dell’ambito della Sardegna) della capacità di gestione autonoma di un comune. E’ il percorso che abbiamo iniziato un anno fa quando Egas su nostra sollecitazione ci chiese una serie di dati per avviare questo riconoscimento. Ebbene su questo fronte io a nome di tutta l’amministrazione devo chiedere scusa ai fluminesi per il grave ritardo nel rispondere (anche se, come è ovvio immaginare, la parte politica non può essere soggettivamente responsabile di simili ritardi nel comunicare dati prettamente tecnici).Oggi comunque quelle risposte sono finalmente pronte e saranno inviate a giorni:le trovate negli allegati qui sotto.

 

In un altro allegato trovate anche gli ultimi dati disponibili sulla qualità dell’acqua delle rete idrica. Noterete come nell’ultima rilevazione dell’anno passato (fine dicembre) eccezionalmente i valori del piombo e di altri metalli pesanti siano perfettamente nella norma. Non succede sempre. Probabilmente nelle analisi successive quei valori sono tornati sopra la soglia in un altalenare costante nell’anno.

 

Non resta che potabilizzare l’acqua. La precedente amministrazione aveva stanziato oltre 200 mila euro per un potabilizzatore che è però poi risultato inutilizzabile perché sottodimensionato rispetto alle esigenze reali del paese. Come sottolinea la Consulta abbiamo quindi affidato a un nuovo tecnico esterno la progettazione di due nuovi potabilizzatori, uno per il paese e uno per Portixeddu. Quello del paese dovrebbe poter utilizzare, una volta smontato e rimontato nei pressi del deposito comunale, l’impianto fermo di Pubusinu.

 

Per l’intero progetto però occorrono oltre 700 mila euro, ed ecco perché anche nei giorni scorsi siamo andati prima all’assessorato all’Ambiente e poi da Egas (dopo aver inviato richieste a tutti gli assessorati competenti) per chiedere finanziamenti appositi. Egas ci ha fatto notare che senza avere l’acqua potabile il riconoscimento di paese gestore non può avvenire. Su nostra insistenza ha però lasciato aperto uno spiraglio: avvierà, con i dati che gli stiamo inviando, l’istruttoria non prendendo al momento in considerazione i dati sulla potabilità.

 

Noi confidiamo nell’ente e nella Regione perché ci permettano di andare avanti e risolvere infine questo grave problema. Se non dovesse accadere saremmo costretti a rivolgerci per un mega muto a Cassa Depositi e Prestiti con cui abbiamo già avviato ampi contatti. Spetterà a noi, ovviamente, essere virtuosi nelle gestione, per la quale giustamente la Consulta ci incalza. Dovremo fare in modo che i contitra uscite ed entrate debbano tornare. In questo senso alcuni importanti passi in avanti li abbiamo fatti.

 

Abbiamo affidato alla società di riscossione Step (la stessa che gestisce i nostri tributi) le letture dei contattori, la verifica degli allacci (molti gli abusivi) le eventuali carenze da parte degli utenti o del comune il recupero delle bollette arretrate o mai pagate. Le letture del 2019 e del 2020 sono state ultimate. Le irregolarità sono numerose: un sommerso enorme chesta venendo alla luce. Dobbiamo mettere ordine in questo marasma. Perché chi paga regolarmente non debba essere penalizzato con un cattivo servizio, causato da chi ritiene che l’abbondanza di acqua di cui la natura ci ha dotato voglia dire abusarne, non pagarla, sprecarla.

 

Ancora un grazie sentito alla Consulta, a cui promettiamo risposte sempre più celeri e puntuali.

 

Con l’augurio di una Buona Pasqua a tutti

 

Il Sindaco

Marco Corrias

 

 

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